La Corte Suprema della Federazione Russa ha dichiarato estremista l’organizzazione Memorial, premiata con il Premio Nobel, vietandone l’attività in Russia. Nella sentenza si afferma che le attività dell’associazione hanno un “carattere anti-russo”.

La Corte Suprema ha riconosciuto l’Associazione Internazionale Memorial (il centro per i diritti umani con lo stesso nome era già stato inserito in Russia nella lista degli “agenti stranieri” e liquidato, mentre il movimento stesso era stato dichiarato indesiderabile) come organizzazione estremista, vietandone l’attività sul territorio russo.

Secondo la posizione della Corte, l’associazione operava senza costituire una persona giuridica e disponeva inoltre di filiali classificate come “agenti stranieri”.

Inoltre, il tribunale ha stabilito che l’attività dell’organizzazione “ha un chiaro carattere anti-russo, è orientata alla distruzione delle fondamenta dello Stato russo, alla violazione dell’integrità territoriale e alla minaccia ai valori storici, culturali, spirituali e morali”.

“Sotto l’influenza dell’ideologia distruttiva su cui si basa l’attività dell’organizzazione, i suoi membri commettono reati di natura estremista”, si legge nel comunicato dell’ufficio stampa della Corte Suprema.

Il caso è stato esaminato a porte chiuse. “La decisione è immediatamente esecutiva”, ha aggiunto la Corte.

Che cos’è Memorial?

Memorial è stata fondata nel 1987. Tra i suoi promotori figuravano il premio Nobel per la pace del 1975 Andrej Sacharov e la difensora dei diritti umani Svetlana Gannushkina. L’organizzazione documentava le vittime dei crimini commessi durante il periodo staliniano.

Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, Memorial ha continuato questa attività, concentrandosi anche sulle violazioni dei diritti umani in Russia. Durante le guerre cecene (1994–1996 e 1999–2009), Memorial ha raccolto informazioni su abusi e crimini di guerra commessi contro la popolazione civile dalle forze russe e filo-russe.

Nel 2016 le autorità russe hanno classificato Memorial come “agente straniero”, mentre nel 2021 la Corte Suprema russa ne ha decretato la liquidazione, giustificandola con la difesa dei diritti di persone presumibilmente legate a organizzazioni terroristiche. Dopo l’invasione russa dell’Ucraina, nel marzo 2022, le autorità hanno sequestrato gli uffici dell’organizzazione sciolta.

L’Associazione Internazionale Memorial, ancora esistente, riunisce diverse organizzazioni in paesi come Germania, Kazakistan, Italia, Repubblica Ceca, Belgio, Francia e Ucraina, impegnate in attività di ricerca ed educazione. Dal 2018 il presidente è il russo di origine polacca Jan Raczinski.

Secondo lo statuto, Memorial si pone l’obiettivo di sostenere lo sviluppo della società civile, promuovere i valori democratici e rafforzare i diritti individuali, nonché commemorare le vittime delle repressioni politiche e ristabilire la verità storica.

Il Comitato Nobel condanna il trattamento dell’organizzazione in Russia

Memorial ha ricevuto nel 2022 il Premio Nobel per la Pace, ritirato da Raczinski. Come ha dichiarato alla BBC, le autorità russe avevano esercitato pressioni su di lui affinché non accettasse il premio.

Il Comitato Nobel norvegese ha dichiarato ieri di condannare “il tentativo di criminalizzare Memorial da parte della Russia” e di classificare questa organizzazione per i diritti umani come estremista.

“Il Comitato è venuto a conoscenza che il Ministero della Giustizia russo ha presentato alla Corte Suprema una richiesta per attribuire tale status. Se la richiesta verrà accolta, qualsiasi attività di Memorial sarà considerata criminale”, ha affermato il Comitato Nobel in un comunicato.

Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.

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